Colau propone di riunificare Renfe e Adif e chiede un patto di Stato per auditare la rete ferroviaria

Ada Colau chiede un patto di Stato, la riunificazione di Renfe e Adif e più investimenti nei treni dopo l’incidente ferroviario di Urda.

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La candidata del Frente Amplio e ex sindaca di Barcellona, Ada Colau, ha sollevato la necessità di un patto di Stato che integri il maggior numero possibile di forze politiche, mettendo in secondo piano le loro discrepanze, con l’obiettivo di trovare risposte dopo il "terribile" incidente ferroviario di mercoledì scorso a Urda (Toledo).

Colau si è espressa in questi termini questo lunedì, in dichiarazioni ai mezzi di comunicazione, dopo aver tenuto un incontro a Barcellona con rappresentanti dei principali sindacati ferroviari (CC.OO., UGT, CGT, SF y SCF).

La dirigente ha sottolineato che il treno costituisce un servizio pubblico essenziale per la vita quotidiana della popolazione e che, di conseguenza, deve essere "sicuro, sostenibile e accessibile".

Un servizio chiave per la mobilità

Con l’obiettivo di recuperare la fiducia degli utenti in un servizio cruciale per la mobilità del paese, ha insistito sul fatto che è arrivato il momento che tutte le formazioni politiche si mettano al servizio della cittadinanza: "Vogliamo che la cittadinanza si fidi dei treni e sia orgogliosa dei treni di questo paese, e non che ne abbia paura".

In questa linea, ha chiesto un accordo tra le diverse forze, "le massime possibili", attraverso un Patto di Stato che, secondo quanto ha sostenuto, dovrebbe chiudersi immediatamente dopo le elezioni del 29 novembre.

Riunificare Renfe e Adif e frenare le esternalizzazioni

Dai Comuns si propone di realizzare un audit integrale del sistema ferroviario per conoscere lo stato reale dell’insieme dell’infrastruttura, così come recuperare la leadership pubblica del settore mediante la riunificazione di Renfe e Adif: "Non ha alcun senso che un servizio essenziale come i treni abbia due operatori che possono avere protocolli distinti, per esempio, per situazioni critiche".

Allo stesso modo, chiedono di invertire le esternalizzazioni di "questioni basilari", come i compiti di manutenzione, oltre ad aumentare gli organici in proporzione all’incremento dei treni e dell’uso delle infrastrutture, garantendo che il personale riceva formazione continua.

Più investimenti nel ferroviario a fronte degli aeroporti

Colau ha anche chiesto di rafforzare il finanziamento destinato al ferroviario e, in questo contesto, ha criticato la proposta del PSOE di destinare 13.000 milioni all’ampliamento degli aeroporti.

"In questo momento ciò di cui abbiamo bisogno non è ampliare gli aeroporti, non abbiamo bisogno di più turisti nel nostro paese, tutte le città stanno dando segnali che siamo a un livello di saturazione del turismo di massa", ha affermato Colau, che ha esortato a reindirizzare queste risorse al miglioramento della rete ferroviaria.

Ha aggiunto che il Patto di Stato non può limitarsi all'alta velocità, poiché i servizi di pendolari presentano "falli inammissibili, ritardi costanti, specialmente in Catalunya".

Esige responsabilità e le dimissioni di Puente

Colau ha ribadito che i Comuns non stanno parlando di colpevolezze, questione che dovrà essere chiarita da un'indagine giudiziaria indipendente, ma ha rimarcato che, dopo un sinistro così grave sulla stessa linea di quello di Adamuz, sul quale il Governo assicurò che non poteva ripetersi, risulta "assolutamente imprescindibile che si assumano responsabilità politiche".

Ha indicato che il massimo responsabile politico è il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, e che, "per umanità ed empatia" con l'insieme della cittadinanza e per iniziare a ricomporre la fiducia nel sistema ferroviario, dovrebbe presentare le sue dimissioni.