Óscar Puente, per ora, non lascerà il suo incarico. Il presidente del Governo, Pedro Sánchez, mantiene il suo sostegno al ministro dei Trasporti e esclude per ora la sua uscita dall'Esecutivo, nonostante le critiche che ha provocato la sua gestione del sistema ferroviario spagnolo a seguito dell'incidente ferroviario di Urda (Toledo), che ha lasciato almeno 69 morti. La continuità del ministro conta sul sostegno esplicito di Moncloa, che ha dissociato la tragedia dalla sua responsabilità alla guida del dipartimento, anche se le richieste di spiegazioni e di assunzione di responsabilità si estendono dall'opposizione fino ai sindacati ferroviari e raggiungono anche settori del PSOE.
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Óscar Puente chiederà di comparire al Congresso per l’incidente di Urda e darà nuove spiegazioni questo venerdì
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Secondo fonti della Presidenza, Sánchez ha trasmesso personalmente la sua fiducia a Puente e ritiene che debba continuare a dirigere la risposta del Governo all'emergenza. Anche l'entourage del ministro esclude le sue dimissioni, dopo che lo stesso titolare dei Trasporti ha evitato di ipotizzare la sua uscita durante la sua prima apparizione pubblica dopo il sinistro, svoltasi mercoledì, quando ha assicurato che non stava pensando a sé stesso, ma a chiarire quanto accaduto.
Ma la posizione di Moncloa si scontra con le critiche emerse all'interno dello stesso PSOE, dove alcune fonti consultate dall'agenzia Europa Press considerano "inasumibile" che la Spagna abbia registrato due incidenti ferroviari mortali in appena nove mesi. La collisione di Adamuz (Córdoba), avvenuta a gennaio, ha lasciato 46 morti, mentre il bilancio confermato di Urda sale a 69, il che porta a 115 le vittime mortali tra entrambe le tragedie.
Moncloa fa quadrato con Puente
Il sostegno di Sánchez si è reso esplicito questo giovedì, dopo che entrambi hanno partecipato alla riunione del Centro di Coordinamento Operativo Integrato (Cecopi) a Toledo e si sono successivamente spostati al centro di controllo H24 di Adif, situato nella stazione madrilena di Atocha, dove sono rimasti per più di due ore.
Dall'Esecutivo insistono nel fatto che l'incidente di Urda non ha alcuna relazione con la gestione di Puente, valutazione che Moncloa utilizza per giustificare la sua continuità. Le fonti, consultate dalle agenzie di stampa, mettono in discussione le richieste di dimissioni e rimproverano a chi le formula di approfittare del dolore delle vittime per ottenere un vantaggio elettorale.
Il ministro, da parte sua, ha evitato di annunciare qualsiasi decisione sul suo futuro politico. Interrogato mercoledì su una possibile dimissione, ha risposto che in quel momento non stava pensando a lui, ma alle vittime e all’accertamento delle circostanze del sinistro. Nel suo entourage insistono sul fatto che continuerà a guidare il dicastero.
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Il PP chiede la comparizione urgente di Pedro Sánchez al Congresso per l'incidente ferroviario di Urda
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L’indagine tecnica e giudiziaria resta aperta e non ha ancora stabilito una catena definitiva di responsabilità. Le indagini esaminano sia il guasto informatico che ha colpito il sistema di sicurezza LZB sia le istruzioni trasmesse dal centro di controllo di Adif ai treni coinvolti.
Le critiche arrivano al PSOE
Sebbene la direzione dell’Esecutivo mantenga la sua fiducia in Puente, il malessere è apparso anche tra alcune voci delle file socialiste che mettono in discussione la situazione del sistema ferroviario dopo gli incidenti di Adamuz e Urda.
"Qualcosa sta fallendo", avvertono fonti del PSOE citate da Europa Press, che considerano difficilmente accettabile la successione di due tragedie di questa portata in un paese che dispone di una delle reti ad alta velocità più estese al mondo.
Lo stesso Sánchez aveva definito mercoledì "inaccettabile" che si siano verificati due incidenti mortali nell’alta velocità durante lo stesso anno. Secondo Europa Press, alcuni settori socialisti avevano inizialmente interpretato quelle parole come un possibile preludio alla destituzione del ministro, anche se Moncloa ha escluso questa lettura ribadendo il suo sostegno.
Il PP chiede spiegazioni a Sánchez
La pressione parlamentare si è intensificata nel corso della giornata di giovedì. Il Partito Popolare ha presentato una richiesta affinché Pedro Sánchez si presenti urgentemente davanti alla Diputación Permanente del Congreso e spieghi le cause e le conseguenze dell’incidente, le azioni del Governo e le possibili responsabilità del Governo.
L’iniziativa arriva dopo che Alberto Núñez Feijóo ha visitato Urda e ha chiesto responsabilità politiche senza aspettare che si concludano le indagini. Il leader dell’opposizione ha messo in discussione la continuità di Puente e ha difeso che l’esigenza di responsabilità politiche deve essere distinta dalla determinazione di eventuali responsabilità giudiziarie.
Vox è andata oltre e ha presentato una querela davanti al Tribunal Supremo contro il ministro per presunti reati di omicidio e lesioni per imprudenza grave, nella modalità di commissione per omissione. La formazione chiede che si indaghi sulla sua azione di fronte agli avvertimenti sulla sicurezza ferroviaria e sul rispetto degli impegni assunti in precedenza.
Le richieste non provengono solo dall’opposizione, ma anche dallo spazio della sinistra del PSOE. Frente Amplio, Podemos e ERC hanno chiesto la comparizione di Puente, mentre la candidata di Frente Amplio, Ada Colau, ha difeso la necessità di offrire tutte le informazioni disponibili e chiarire le responsabilità tecniche e politiche che potrebbero derivare dall’indagine.
Da Izquierda Unida, Antonio Maíllo ha inoltre chiesto un audit indipendente sullo stato della rete ferroviaria, con l’obiettivo di analizzare le condizioni di sicurezza e determinare le misure necessarie per evitare nuovi incidenti.
I sindacati chiedono la sua destituzione
Le critiche al ministro si sono trasferite anche nell’ambito sindacale, soprattutto dopo che nella sua prima comparizione dopo l’incidente aveva fatto riferimento alle decisioni adottate dal centro di controllo di Adif.
La sezione ferroviaria di CCOO ha chiesto la destituzione immediata di Puente ritenendo che le sue spiegazioni abbiano contribuito ad attribuire pubblicamente la responsabilità ai lavoratori prima che l’indagine sia conclusa. Il sindacato denuncia che si stia puntando il dito contro il personale ferroviario senza aver ancora chiarito le circostanze in cui si sono prodotte le istruzioni di circolazione.
In termini simili si è espresso CSIF, che ha chiesto le dimissioni del ministro e ha reclamato rispetto per la presunzione di innocenza del lavoratore di Adif che è intervenuto nella gestione del traffico ferroviario. L’organizzazione ritiene che non si possa attribuire la responsabilità dell’incidente a un’azione individuale senza esaminare previamente il funzionamento dei sistemi di sicurezza e i protocolli stabiliti.
Entrambi i sindacati concordano nel chiedere un’indagine rigorosa e trasparente che permetta di determinare se vi siano stati guasti tecnici, organizzativi o umani e quali misure debbano essere adottate per rafforzare la sicurezza della circolazione.
Puente comparirà martedì al Congresso
Mentre continuano le richieste di responsabilità, Óscar Puente ha chiesto di comparire di propria iniziativa davanti alla Diputación Permanente del Congreso il prossimo martedì 3 novembre, alle 17.00 ore, per informare sulle circostanze dell’incidente e rispondere alle domande dei gruppi parlamentari, il che chiarisce ancora di più che Puente non pensa di dimettersi per ora.
Prima di recarsi al Congresso, Puente terrà questo venerdì una nuova conferenza stampa, nella quale il Ministerio de Transportes prevede di aggiornare le informazioni disponibili sul sinistro e sulle azioni svolte da mercoledì.