La parte fiscale del decreto-legge di misure abitative –quello che non contiene il rinnovo automatico dei contratti—si 'mangia' una buona parte del piano del Governo.
Le stime che gestisce l'Esecutivo, secondo la memoria di impatto di bilancio che accompagna la norma, e alla quale ha avuto accesso DEMÓCRATA, quantificano il costo in 2.196,5 milioni di euro.
E più di un terzo, 835 milioni di euro, si concentrano nella nuova deduzione per gli inquilini di redditi più bassi, una delle richieste avanzate al Governo da Junts nella negoziazione.
Nella memoria che accompagna il decreto-legge il Governo non include stime su tutti i cambiamenti proposti e, in alcune occasioni, le stime fornite dall'Agenzia delle Entrate non permettono di quantificare ipotesi concrete.
IRPEF
Deducibilità per i proprietari. La riduzione dei redditi ottenuti dai proprietari è legata al canone concordato –con maggiori riduzioni se non aumenta l'affitto o decide di abbassarlo--, l'età dell'inquilino o se l'abitazione si trova in una zona tesa.
L'aumento dal 60% all'80% della riduzione per una proroga a un prezzo inferiore all'indice dei prezzi ha un costo stimato di 370 milioni di euro.
Nel caso di contratti firmati a partire dal prossimo 1 dicembre che superano l'indice dei prezzi, che passeranno da una riduzione generale del 50% a una scala tra il 40% e il 15%, si prevede un taglio nelle riduzioni di 132,2 milioni, aumentando le entrate di 37 milioni.
Deducibilità per inquilini. Deducibilità del 10% delle somme pagate quando la base imponibile non raggiunge i 33.007,20 euro annui, con un limite di base massima della deduzione di 11.630 euro in casi di reddito inferiore: 835 milioni per 945.000 dichiaranti.
Aiuti alla riabilitazione. Rimangono fuori dalla base imponibile gli aiuti del Piano Statale di Abitazione 2026-2030: 6,8 milioni per quasi 12.000 contribuenti.
Vendita di abitazioni a enti pubblici. Rimane esente la plusvalenza ottenuta nella trasmissione di abitazioni disabitate a enti pubblici (fino al 100% per vendite fino a 200.000 euro, decrescente fino a raggiungere lo 0% a partire da 800.000 euro): 93,9 milioni.
Imputazione di redditi immobiliari. Estensione al 2026 della regola speciale di imputazione per applicare un percentuale ridotto dell'1,1% e non la percentuale generale del 2% per immobili di comuni con valori catastali rivisti, modificati o determinati mediante un procedimento di valutazione collettiva di carattere generale a partire dal 2012: 154 milioni su 2,36 milioni di dichiarazioni.
La nuova scala progressiva a partire dal 2027 prevede aliquote dell'1,1% fino a 100.000 euro; dell'1,5% fino a 500.000 euro; del 2% fino a 1 milione e del 3% sopra.
In caso di affitto a parenti, questa imputazione rimane ridotta, con un impatto previsto di quasi 380 milioni, in termini di competenza del 2027 e cassa del 2028.
IVA
Appartamenti turistici. Applicazione di un'aliquota del 10% aumenterà le entrate di 170 milioni all'anno.
Riqualificazione per affittare. Aliquota ridotta del 10% per lavori di ristrutturazione e riparazione di abitazioni per affitto: 103,5 milioni (143,7 milioni in meno di entrate IVA compensato parzialmente dal maggiore rendimento netto del capitale immobiliare per la riduzione della spesa deducibile in IRPF di 40,2 milioni).
Abitazione protetta. Aliquota super ridotta del 4% per abitazioni soggette a qualificazione permanente o indefinita consegnate dai promotori o gli acquisti da parte di enti sociali dedicati all'affitto di abitazioni: 121,2 milioni.
IBI
Socimi. Aumento del 15% al 25% dell'imposta speciale sui profitti non distribuiti per l'affitto di abitazioni, con riduzioni tra il 50% e il 100% a seconda del peso del loro portafoglio sottoposto a un affitto a prezzo accessibile.
L'aumento dell'aliquota comporterebbe un incremento delle entrate di 1,2 milioni e l'importo massimo delle riduzioni è fissato a 3 milioni (su 533 socimi identificate).