La Procura Europea e l'Unità Centrale Operativa (UCO) della Guardia Civil mantengono aperta un'indagine per presunti reati di frode e malversazione di fondi pubblici relativi alla manutenzione della linea ad alta velocità Madrid-Siviglia, il corridoio ferroviario in cui si sono registrati gli incidenti di Adamuz (Córdoba) e Urda (Toledo), che hanno lasciato un bilancio complessivo di 115 vittime mortali in appena nove mesi. Le indagini, avviate dopo il primo sinistro, si concentrano nel determinare come siano stati aggiudicati determinati contratti di Adif, quali imprese ne siano risultate beneficiarie e se i fondi europei destinati agli interventi ferroviari siano stati utilizzati correttamente.
Secondo quanto anticipato da La Vanguardia e confermato da fonti della Procura Europea a Europa Press, l'indagine si trova in una fase avanzata e i responsabili del procedimento sperano che possano verificarsi novità importanti nelle prossime settimane. Gli agenti della UCO da mesi raccolgono documentazione su contratti, gare pubbliche e aggiudicazioni legate alla manutenzione dell'infrastruttura, mentre i procuratori europei esaminano se esistano indizi sufficienti per identificare possibili responsabili delle irregolarità indagate.
L'indagine assume particolare rilevanza dopo il incidente ferroviario di Urda, avvenuto mercoledì 28 ottobre e che lascia 69 morti, appena nove mesi dopo il sinistro di Adamuz dello scorso 18 gennaio, in cui morirono altre 46 persone. Tuttavia, gli atti sulle presunte frodi nei contratti sono indipendenti dalle indagini giudiziarie aperte per chiarire le cause di entrambi gli incidenti, e per il momento non esiste una conclusione che consenta di stabilire un rapporto tra le possibili irregolarità economiche e le tragedie ferroviarie.
La Procura Europea indaga da marzo sui contratti di manutenzione dell'AVE Madrid-Siviglia
La Procura Europea ha confermato ufficialmente il 20 marzo 2026 l'apertura di un'indagine per un possibile frode legata a fondi comunitari utilizzati per la manutenzione della linea ad alta velocità Madrid-Siviglia. Nel suo comunicato, l'organismo ha precisato che i sospetti si concentravano inizialmente sugli interventi realizzati nelle vicinanze del punto chilometrico 318,7, situato vicino ad Adamuz, dove si è verificato l'incidente ferroviario di gennaio.
Le indagini sono state avviate d’ufficio, senza bisogno di una denuncia preventiva, dopo che la Procura europea è venuta a conoscenza del fatto che determinati interventi sull’infrastruttura avrebbero potuto aver ricevuto finanziamenti provenienti dall’Unione Europea. Da allora, due procuratori europei lavorano insieme ad agenti dell’UCO della Guardia Civil per ricostruire il processo di appalto e verificare la destinazione del denaro pubblico. Lo stesso gruppo di polizia partecipa anche alle indagini relative all’incidente di Adamuz, il che facilita il coordinamento tra indagini che, pur essendo diverse, riguardano una stessa infrastruttura ferroviaria.
Secondo le fonti citate da La Vanguardia, gli investigatori hanno chiesto ad Adif, in quanto organismo responsabile dei contratti, documentazione sulle procedure di gara, sulle imprese aggiudicatarie e sulle condizioni in cui sono stati eseguiti i lavori. L’obiettivo è determinare se i fondi europei siano stati impiegati nelle attività per le quali erano stati concessi o se possano essersi verificati irregolarità costituenti reati di frode o malversazione di denaro pubblico.
La Procura Europea ha competenza per indagare sui reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione Europea, per cui la sua azione si concentra sulle operazioni che incidono sul bilancio comunitario. In questo procedimento, il magistrato dell’Audiencia Nacional José Luis Calama esercita le funzioni di giudice per le garanzie, incaricato di autorizzare le misure giudiziarie che lo richiedano, mentre i procuratori europei dirigono le indagini.
La UCO prepara nuovi passi nell’indagine e analizza possibili responsabili
Le ultime informazioni indicano che la Procura Europea sta ultimando una prima fase di analisi di contratti e aggiudicazioni, dopo diversi mesi di esame della documentazione relativa ai lavori e alla manutenzione della linea Madrid-Sevilla. Gli investigatori intendono stabilire quali persone abbiano preso parte alle procedure amministrative, quali aziende abbiano ricevuto i contratti e se vi siano indizi di irregolarità nell’utilizzo dei fondi pubblici.
Secondo le fonti dell’indagine consultate da La Vanguardia, il procedimento è diventato una questione di "massima priorità" per i pubblici ministeri europei, soprattutto dopo il secondo incidente ferroviario registrato nel corridoio. La Procura conta anche sulla collaborazione dell'Intervención General de la Administración del Estado (IGAE) per analizzare aspetti economici e amministrativi delle assegnazioni.
Tra le prossime azioni potrebbe esserci l’identificazione di persone la cui partecipazione nei contratti debba essere indagata con maggiore profondità. Tuttavia, la Fiscalía Europea non ha ancora annunciato pubblicamente nuove imputazioni né ha precisato quali assegnazioni potrebbero presentare irregolarità. L’esistenza di queste indagini non implica nemmeno che le imprese aggiudicatarie o i responsabili amministrativi abbiano commesso reati, poiché sarà necessario determinare se esistono prove di un’azione fraudolenta.
L’indagine si sviluppa mediante un procedimento diverso da quello delle cause penali ordinarie dirette da un giudice istruttore spagnolo. Nell’ambito della Fiscalía Europea, i pubblici ministeri delegati assumono la direzione delle indagini e richiedono al giudice delle garanzie l’autorizzazione di quelle azioni che richiedono l’intervento giudiziario, come determinati sequestri o misure restrittive dei diritti.
Contratti di Adif per oltre 136 milioni per rinnovare l’alta velocità Madrid-Sevilla
Uno dei precedenti rilevanti dell’indagine è il programma di rinnovamento della linea Madrid-Sevilla promosso da Adif negli ultimi anni. Nel settembre 2021, il Consiglio di Amministrazione di Adif Alta Velocidad ha autorizzato l’assegnazione di tre contratti per un importo complessivo di 136.422.294,81 euro, IVA inclusa, destinati a modernizzare diversi sistemi di sicurezza, segnalamento e funzionamento dell’infrastruttura ferroviaria.
L’intervento di maggiore importo, valutato in circa 94 milioni di euro, prevedeva il rinnovo di impianti di segnalamento, sistemi di protezione dei treni, rilevatori di caduta di oggetti e telecomunicazioni. Tra i suoi principali obiettivi figurava l’implementazione del Sistema Europeo di Gestione del Traffico Ferroviario (ERTMS), una tecnologia destinata a migliorare la supervisione della circolazione e l’interoperabilità delle reti ad alta velocità.
Gli altri contratti comprendevano la rinnovazione dei circuiti di binario e la sostituzione di 63 deviatoi ferroviari, elementi essenziali per rilevare l’occupazione dei tratti e consentire ai treni di passare da un binario all’altro. Secondo quanto spiegato da Adif nell’annunciare le aggiudicazioni, l’obiettivo di questi interventi era aumentare la capacità della linea e migliorarne la disponibilità, affidabilità e regolarità.
Le azioni facevano parte di un programma più ampio di modernizzazione della prima linea ad alta velocità inaugurata in Spagna, che entrò in servizio nel 1992. Le autorità avevano previsto la possibilità di utilizzare finanziamenti europei in diversi progetti di rinnovo, inclusi lavori di miglioramento strutturale, adeguamento dell’infrastruttura e modernizzazione di impianti ferroviari.
L’esistenza di questi contratti e il loro finanziamento non dimostra che si sia verificata una frode. Inoltre non è stato confermato pubblicamente che i tre contratti aggiudicati nel 2021 costituiscano, nel loro insieme, l’oggetto delle indagini della Fiscalía Europea. Si tratta di precedenti rilevanti per conoscere gli investimenti realizzati nel corridoio, mentre gli investigatori continuano a delimitare le aggiudicazioni concrete sotto sospetto.
Le aggiudicazioni comprendono le fasi di Ábalos, Raquel Sánchez e Óscar Puente
La revisione documentale potrebbe riguardare contratti aggiudicati durante le fasi di José Luis Ábalos, Raquel Sánchez e Óscar Puente alla guida del Ministerio de Transportes, a causa del periodo temporale coperto dagli interventi di manutenzione e rinnovo della linea Madrid-Sevilla.
Ábalos ha guidato il dicastero fino a luglio 2021, quando è stato sostituito da Raquel Sánchez, che è rimasta in carica fino a novembre 2023. Da allora, il Ministerio de Transportes y Movilidad Sostenible è guidato da Óscar Puente. Gli investigatori esaminano le aggiudicazioni e i processi amministrativi sviluppati in quel periodo per determinare quali decisioni siano state adottate e come siano state gestite le risorse destinate all’infrastruttura.
Il fatto che i contratti corrispondano a diverse fasi ministeriali non significa che i tre responsabili politici abbiano la condizione di indagati in questo procedimento. Per il momento, le indagini note si concentrano sulla revisione degli appalti pubblici e sul possibile utilizzo irregolare di fondi europei, senza che siano state annunciate responsabilità penali contro i titolari del dipartimento per questi fatti.
L’indagine si sviluppa anche in un contesto in cui Adif è comparsa in altre cause giudiziarie relative ad aggiudicazioni pubbliche, come le indagini collegate al cosiddetto caso Koldo. In quest’ultimo procedimento, istruito presso l’Audiencia Nacional, sono stati indagati ex responsabili dell’amministratore ferroviario, compresa la sua ex presidente Isabel Pardo de Vera.
Tuttavia, l’indagine europea sulla manutenzione dell’AVE Madrid-Siviglia costituisce un procedimento diverso, per cui non possono essere trasferiti automaticamente i sospetti o le responsabilità di una causa all’altra. Sarà l’esito delle indagini a permettere di determinare se siano esistite irregolarità concrete nei contratti ferroviari esaminati.
Due incidenti in nove mesi: le indagini di Adamuz e Urda restano aperte
Le indagini sulla manutenzione dell’infrastruttura hanno acquisito una nuova dimensione dopo che la linea ad alta velocità Madrid-Siviglia ha registrato due gravi incidenti ferroviari in appena nove mesi. Il primo si è verificato il 18 gennaio 2026 ad Adamuz, Córdoba, e ha provocato la morte di 46 persone, oltre a numerosi feriti. Il secondo si è prodotto lo scorso mercoledì 28 ottobre a Urda, Toledo, dove la collisione tra due treni ad alta velocità di Renfe e Iryo ha lasciato un bilancio provvisorio di 69 vittime mortali.
Entrambi i sinistri sono oggetto di indagine in procedimenti giudiziari indipendenti. L’incidente di Adamuz si trova sotto l’istruzione di un tribunale di Montoro (Córdoba), mentre le indagini relative alla tragedia di Urda competono a un tribunale di Orgaz (Toledo). Queste indagini devono chiarire le circostanze tecniche e operative che hanno provocato ciascun sinistro e determinare se esistano responsabilità penali derivanti da quanto accaduto.
La indagine della Fiscalía Europea ha un oggetto diverso: verificare se si sia verificato un uso fraudolento dei fondi comunitari destinati alla manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria. Sebbene i lavori indagati riguardino lo stesso corridoio in cui si verificarono gli incidenti, non è stato dimostrato che le possibili irregolarità nelle aggiudicazioni abbiano provocato guasti alla sicurezza né che esista un nesso causale con le collisioni.
Questa distinzione risulta fondamentale per interpretare la portata delle indagini. Un’eventuale irregolarità economica in un contratto non implica necessariamente che l’azione tecnica sia stata eseguita in modo difettoso, così come un incidente ferroviario non costituisce di per sé una prova di malversazione. Entrambe le questioni richiedono indagini e prove diverse, sebbene le informazioni ottenute in una causa possano risultare rilevanti per altre azioni giudiziarie.
Transportes difende la giustificazione dei fondi europei e promette di collaborare
Il Ministero dei Trasporti ha già risposto all’apertura delle indagini europee durante lo scorso mese di marzo, quando ha assicurato che la giustificazione dei fondi comunitari concessi per gli interventi ferroviari si stava svolgendo normalmente man mano che avanzavano i lavori.
Secondo quanto riferirono allora fonti del dicastero a RTVE, la documentazione corrispondente agli aiuti europei era stata presentata conformemente alle procedure stabilite e sia il Ministero sia Adif manterrebbero un atteggiamento di collaborazione con i pubblici ministeri incaricati delle indagini.
Lo stesso Óscar Puente ha segnalato che l’indagine della Fiscalía Europea non è una novità derivata dall’incidente di Urda, bensì un procedimento aperto mesi fa, dopo il sinistro di Adamuz. Il ministro ha insistito sul fatto che l’intervento del Ministerio Público europeo è legato all’esistenza di finanziamenti comunitari negli interventi ferroviari e alla necessità di verificarne il corretto utilizzo.
La posizione del dicastero contrasta con i sospetti esaminati dagli investigatori, sebbene nessuna delle due circostanze consenta di anticipare l’esito delle indagini. La Fiscalía dovrà verificare la documentazione fornita, controllare la destinazione dei fondi e determinare se esistano indizi sufficienti per procedere verso un eventuale intervento penale contro persone concrete.
Cosa può accadere ora con l'indagine sui fondi dell'AVE
La Fiscalía Europea e la UCO affrontano ora una nuova fase dell'indagine, dopo vari mesi ad analizzare le aggiudicazioni e le azioni realizzate sull'infrastruttura. Le fonti consultate da La Vanguardia indicano la possibilità che si producano progressi rilevanti nelle prossime settimane, anche se non sono state specificate date né sono state annunciate formalmente nuove misure giudiziarie.
Tra le questioni in sospeso figurano l'identificazione delle imprese e dei responsabili amministrativi legati alle aggiudicazioni esaminate, la verifica dei lavori effettivamente realizzati e la conferma che il denaro europeo sia stato destinato alle finalità previste. Se i pubblici ministeri trovano indizi di possibili reati, potrebbero ampliare le indagini e chiedere al giudice delle garanzie gli atti che ritengano necessari.
Tutto ciò avviene mentre continuano le indagini tecniche e giudiziarie degli incidenti di Adamuz e Urda, che hanno riaperto il dibattito sullo stato di conservazione della rete ferroviaria, sugli investimenti nella manutenzione e sulla sicurezza dell'alta velocità spagnola.
L'indagine europea aggiunge così una nuova dimensione all'esame dell'infrastruttura: non solo determinare se i sistemi ferroviari funzionavano correttamente, ma verificare anche se le risorse pubbliche destinate alla loro manutenzione e modernizzazione siano state aggiudicate e utilizzate conformemente alla legge. Per il momento, i sospetti di frode e appropriazione indebita restano da provare e non esiste una conclusione giudiziaria che li colleghi ai due incidenti.