L'ultimo sigaretta della discordia: l'Irlanda vuole chiudere a novembre la nuova fiscalità del tabacco

La presidenza irlandese del Consiglio vuole chiudere un accordo politico nell'ECOFIN del 9 novembre, anche se la mancanza di Governo in Svezia minaccia di complicare una negoziazione che richiede l'unanimità dei Ventisette.

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Chi la segue, la ottiene. Ora, il turno è toccato all'Irlanda. Dopo mesi di negoziazioni, diversi bozze di compromesso e delle elezioni di mezzo, Dublino crede che possa essere arrivato il momento di riprovare. Passare dal "ci daremo un tempo" al "vediamo cosa esce". La presidenza irlandese del Consiglio dell'Unione Europea ha comunicato al resto degli Stati membri la sua intenzione di sbloccare l'approvazione della nuova Direttiva sulla Fiscalità del Tabacco (TED, per le sue sigle in inglese) il prossimo mese di novembre, nonostante le reticenze che ancora mantengono alcune capitali.

Il dossier cerca di armonizzare la struttura fiscale dei prodotti legati al tabacco e aggiornare i tassi impositivi minimi applicabili nel mercato interno. Tra le sue principali novità figura l'incorporazione di nuove categorie di prodotti, come lo snus e le borse di nicotina, che fino ad ora non erano contemplate in modo specifico nel quadro comunitario.

Tuttavia, esiste un ostacolo che ha accompagnato la negoziazione sin dai suoi primi passi: la fiscalità è una competenza che richiede l'unanimità dei Ventisette nel Consiglio, per cui il rifiuto di una sola capitale può far deragliare l'accordo. La precedente presidenza cipriota ha cercato fino all'ultimo momento di avvicinare le posizioni nazionali mediante successivi testi di compromesso, includendo concessioni sui tassi minimi e gli aumenti automatici delle tasse legati all'inflazione. Ora, l'Irlanda intende raccogliere il testimone e portare il dossier fino al traguardo.

Irlanda fissa la data dell'accordo: l'ECOFIN del 9 novembre

Secondo quanto ha potuto confermare Demócrata attraverso diverse fonti diplomatiche, la presidenza irlandese del Consiglio dell'UE sta accelerando i lavori tecnici per poter sottoporre il dossier alla considerazione dei ministri dell'Economia e delle Finanze durante il loro prossimo incontro, previsto per lunedì 9 novembre.

"L'obiettivo irlandese è raggiungere un accordo nella riunione di novembre", afferma un alto funzionario consultato da questo mezzo. Prima di arrivare a quell'incontro, il nuovo progetto dovrà superare un'ultima fase di negoziazione tecnica. Lunedì prossimo 26 ottobre, il Gruppo di Alto Livello sulla Fiscalità affronterà l'ultimo testo di compromesso presentato dalla presidenza. L'intenzione di Dublino è sfruttare quell'incontro per mantenere uno scambio tra le delegazioni nazionali, identificare gli ultimi punti di attrito e verificare se esiste un margine sufficiente per elevare il documento a livello ministeriale la settimana successiva.

Il primo ministro d'Irlanda, Micheál Martin, e la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, si stringono la mano al termine di una conferenza stampa nel Main Quadrangle dell'University College Cork Liam Mcburney/PA Wire/dpa
Il primo ministro d'Irlanda, Micheál Martin, e la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, si stringono la mano al termine di una conferenza stampa nel Main Quadrangle dell'University College Cork Liam Mcburney/PA Wire/dpa -

Il calendario irlandese cerca di trasformare mesi di negoziazione tecnica in un accordo politico, anche se la sua fattibilità dipenderà dal fatto che le capitali più riluttanti accettino le concessioni introdotte nel testo.

Svezia, il principale ostacolo: senza Governo e con lo snus sul tavolo

La data scelta dall'Irlanda risulta particolarmente sensibile per una ragione concreta: Svezia. Secondo fonti comunitarie riportate a Demócrata, Stoccolma figura attualmente tra le capitali più riluttanti a chiudere un accordo sulla nuova architettura fiscale europea.

La situazione politica interna non aiuta. Dopo le elezioni tenutesi a settembre, il paese continua senza un nuovo Governo dopo il tentativo fallito della leader della sinistra la settimana scorsa. La dirigente socialdemocratica potrebbe tentare nuovamente di formare un Esecutivo insieme al Partito di Centro nei prossimi giorni. Tuttavia, il problema svedese va oltre la composizione del futuro Governo. In Svezia esiste un ampio consenso politico attorno alla necessità di preservare il trattamento fiscale dello snus, un prodotto di tabacco orale tradizionale particolarmente radicato nel paese nordico.

Il presidente del Governo, Pedro Sánchez (i), e il primo ministro di Svezia, Ulf Kristersson (d), durante la riunione del Consiglio Europeo, il 19 giugno 2026, a Bruxelles (Belgio). Pool Moncloa/Fernando Calvo
Il presidente del Governo, Pedro Sánchez (i), e il primo ministro di Svezia, Ulf Kristersson (d), durante la riunione del Consiglio Europeo, il 19 giugno 2026, a Bruxelles (Belgio). Pool Moncloa/Fernando Calvo -

Le differenze tra le forze politiche potrebbero risultare più visibili nel trattamento delle borse di nicotina. In questo ambito, la sensibilità dei socialdemocratici e dei verdi verso le misure di salute pubblica, specialmente quelle destinate a limitare l'accesso dei giovani a questi prodotti, potrebbe influenzare la posizione del prossimo Esecutivo. Nel frattempo, Stoccolma avrebbe già trasferito alla presidenza del Consiglio la sua volontà di rinviare la decisione.

Il fatto di avere un Governo in carica rende "praticamente complicato prendere qualsiasi tipo di decisione", spiega una fonte del Governo svedese consultata da questo mezzo. I diplomatici svedesi stanno valutando tutte le opzioni disponibili, inclusa una eventuale astensione. Tuttavia, questa alternativa presenta una difficoltà aggiuntiva: nei procedimenti del Consiglio che richiedono unanimità, un'astensione non impedisce l'adozione dell'accordo.

La leader del Partito Socialdemocratico di Svezia, Magdalena Andersson (archivio) Alessandra Carli / Zuma Press / Europa Press
La leader del Partito Socialdemocratico di Svezia, Magdalena Andersson (archivio) Alessandra Carli / Zuma Press / Europa Press -

Pertanto, Stoccolma non contempla di optare per una formula che, nella pratica, consenta di portare avanti una misura che successivamente debba affrontare la sua trattazione parlamentare nazionale senza che esista un nuovo Esecutivo con capacità politica per assumere quella decisione. Secondo le fonti consultate, il resto degli Stati membri sarebbe disposto a sottoporre il fascicolo alla considerazione dei ministri durante la riunione di novembre. L'incognita è se l'Irlanda riuscirà a trovare una soluzione che consenta di accomodare le riserve svedesi senza ritardare nuovamente il calendario comunitario.

Una nuova architettura fiscale per i prodotti con nicotina

La revisione della Direttiva risponde alla trasformazione che ha subito il mercato europeo del tabacco negli ultimi anni. L'emergere e l'espansione di prodotti alternativi che contengono nicotina ha parzialmente reso obsoleto un quadro normativo concepito per categorie tradizionali di consumo.

Con questa riforma, Bruxelles intende armonizzare la struttura fiscale dei liquidi per sigarette elettroniche, delle borse di nicotina, del tabacco riscaldato e del tabacco in foglia, oltre a rivedere i livelli minimi di imposizione applicabili ai prodotti già regolamentati.

Una delle disposizioni rilevanti del nuovo schema riguarda i prodotti suscettibili di rientrare in più di una categoria fiscale. In quei casi in cui ci siano dubbi sulla loro classificazione, si applicherebbe la categoria che stabilisce il tipo minimo armonizzato più elevato. L'obiettivo è limitare le possibili divergenze interpretative tra le amministrazioni fiscali e evitare che determinati prodotti possano beneficiare di trattamenti fiscali più favorevoli a causa di differenze nella loro classificazione nazionale.

La riforma prevede anche periodi transitori per facilitare l'adattamento di quegli Stati membri che attualmente mantengono livelli di imposizione inferiori ai nuovi soglie europee. Questi meccanismi includerebbero incrementi scalari tra il 2028 e il 2030, con determinati periodi di adattamento che potrebbero protrarsi fino al 2035, a seconda delle categorie e delle condizioni finalmente concordate.

Il calendario previsto contempla che la nuova architettura normativa sia approvata prima della fine del 2027, in modo che le sue disposizioni possano iniziare ad applicarsi a partire dal 1 gennaio 2028. In cambio, la Commissione Europea potrebbe impegnarsi a presentare relazioni periodiche di valutazione ogni cinque anni, a partire da dicembre 2032, per analizzare il funzionamento del nuovo sistema e i suoi effetti sul mercato interno.

La Spagna chiede moderazione per non perdere il suo differenziale fiscale con la Francia

Tra gli Stati membri che hanno richiesto un'applicazione più moderata dei nuovi tipi minimi figura la Spagna. La preoccupazione di Madrid si concentra soprattutto sulle conseguenze che potrebbe avere un aumento troppo pronunciato della fiscalità sul tabacco. In particolare, l'Esecutivo spagnolo teme che un aumento drastico possa ridurre il differenziale di prezzi esistente con paesi vicini come la Francia, con il conseguente impatto sui modelli di consumo e sulla raccolta fiscale nazionale.

Questa questione riguarda anche il cosiddetto tabacco da rollare, conosciuto tecnicamente come trinciato, una delle categorie incluse nella revisione del quadro fiscale comunitario. La proposta iniziale della Commissione Europea prevedeva di elevare i tassi impositivi minimi per ridurre le disparità esistenti tra i sistemi fiscali nazionali e avvicinare progressivamente le condizioni fiscali applicabili ai diversi prodotti.

Il vicepresidente primo e ministro dell'Economia, Commercio e Impresa, Carlos Cuerpo Eduardo Parra - Europa Press
Il vicepresidente primo e ministro dell'Economia, Commercio e Impresa, Carlos Cuerpo Eduardo Parra - Europa Press -

"La tassa minima dell'UE si adeguerebbe in base alla situazione economica di ciascuno Stato membro individuale, in base ai livelli generali dei prezzi", spiegano da Bruxelles. Tuttavia, la Spagna ha avvertito che gli indicatori di accessibilità basati sul reddito medio possono offrire un'immagine distorta della realtà economica nazionale, specialmente quando non riflettono adeguatamente le differenze di potere d'acquisto tra le zone urbane e rurali.

Secondo Madrid, queste disparità giustificherebbero un'applicazione più graduale degli aumenti previsti, con l'obiettivo di evitare che la nuova fiscalità finisca per colpire in modo sproporzionato i consumatori più sensibili al prezzo. Il dibattito non è meno rilevante dal punto di vista di bilancio. Attualmente, le tasse sul tabacco generano in Spagna un'entrata superiore ai 6.500 milioni di euro, una cifra che sale fino a circa 10.000 milioni se si tiene conto dell'intera catena del valore.

In questo contesto, fonti consultate da Demócrata sostengono che un quadro fiscale europeo "aggiornato e coerente" rappresenterebbe una garanzia aggiuntiva per la raccolta delle casse dello Stato spagnolo.

La chiave della negoziazione risiede, quindi, nel trovare un equilibrio tra l'armonizzazione fiscale europea, gli obiettivi di salute pubblica e le particolarità economiche di ciascun mercato nazionale. L'Irlanda ha ora meno di tre settimane per verificare se questo equilibrio è sufficiente per convincere i Ventisette. E, soprattutto, se la Svezia è disposta a passare dal "abbiamo bisogno di tempo" al sì definitivo.