Montenegro accelera il suo ingresso nell'UE: i passi pendenti e le implicazioni per la Spagna

L'Unione Europea e il Montenegro hanno chiuso 21 dei 33 capitoli di negoziazione e aspirano a completare i restanti prima della fine del 2026. L'adesione effettiva richiederà poi un trattato e la ratifica di tutti gli Stati membri, inclusa la Spagna.

El primer ministro de Montenegro, Milojko Spajic, durante una rueda de prensa en Bruselas FREDERIC SIERAKOWSKI

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Il Montenegro avanza nelle sue negoziazioni per unirsi alla Unione Europea (UE) con l'obiettivo di chiudere entro la fine del 2026 i capitoli pendenti del suo processo di adesione. Il paese balcanico è riuscito a completare provvisoriamente 21 dei 33 capitoli aperti con Bruxelles, dopo che entrambe le parti hanno raggiunto lunedì 12 ottobre nuovi accordi su politica economica e monetaria, statistiche e diritti sociali. Il Governo di Milojko Spajić intende concludere i colloqui quest'anno e trasformare il Montenegro nel ventottesimo Stato membro dell'UE nel 2028.

Tuttavia, l'integrazione non ha ancora una data approvata. Anche se le istituzioni comunitarie hanno sostenuto i progressi di Podgorica, la chiusura delle negoziazioni non implica l'ingresso automatico nell'Unione, poiché il paese dovrà completare le riforme impegnate, concordare le condizioni definitive della sua adesione e ottenere il consenso degli Stati membri. 

La possibile adesione ha anche implicazioni per la Spagna, che ha sostenuto l'integrazione del Montenegro come parte della sua scommessa per la stabilità dei Balcani occidentali e che, oltre alle opportunità commerciali che potrebbero sorgere, dovrà partecipare alle decisioni sulle condizioni di ingresso del paese nell'UE.

Il Montenegro chiude 21 capitoli e mantiene l'obiettivo di terminare le negoziazioni nel 2026

L'ultima conferenza intergovernativa tra Montenegro e UE, tenutasi il 12 ottobre a Lussemburgo, ha permesso di chiudere provvisoriamente tre nuovi capitoli relativi alla politica economica e monetaria, alle statistiche e alla politica sociale e del lavoro. Questi accordi si aggiungono a quelli raggiunti nei mesi precedenti in materie come concorrenza, unione doganale, libera circolazione dei lavoratori e controllo finanziario.

Da quando sono iniziate le negoziazioni nel giugno 2012, il Montenegro ha aperto tutti i capitoli che integrano il processo ordinario di adesione, anche se ha ancora 12 in attesa di chiusura provvisoria. Ognuno di essi comprende una parte della legislazione comunitaria che i paesi candidati devono incorporare e applicare prima di diventare membri a pieno titolo.

Il primo ministro montenegrino, Milojko Spajić, ha difeso durante la riunione di Lussemburgo che il suo Governo sta intensificando le riforme necessarie per rispettare il calendario previsto. La presidenza irlandese del Consiglio dell'UE, che si conclude a dicembre, ha anche posto l'avanzamento dei negoziati tra le sue priorità, sebbene qualsiasi nuova chiusura dipenda dal fatto che il Montenegro soddisfi i requisiti stabiliti dai Ventisette.

Gli accordi raggiunti fino ad ora hanno carattere provvisorio e le istituzioni europee mantengono la possibilità di rivedere capitoli già chiusi se rilevano inadempienze. Pertanto, completare il calendario negoziale richiederà non solo di risolvere le questioni in sospeso, ma anche di conservare i progressi registrati nelle materie che Bruxelles ha già esaminato.

Le riforme giudiziarie e la lotta contro la corruzione rimangono determinanti

Tra le principali esigenze che il Montenegro deve soddisfare figurano quelle relative a l'indipendenza giudiziaria, la lotta contro la corruzione e il crimine organizzato, la libertà di espressione e la protezione dei diritti fondamentali. La Commissione Europea considera che il funzionamento delle istituzioni giudiziarie costituisca una condizione essenziale per completare il processo di adesione.

Nella sua valutazione del 2025, Bruxelles ha richiesto alle autorità montenegrine di approfondire l'indipendenza, la professionalità e la responsabilità di giudici e pubblici ministeri, oltre a coprire i posti di maggiore responsabilità che rimanevano vacanti. Ha anche sottolineato la necessità di rafforzare le garanzie per i mezzi di comunicazione e di avanzare nell'adattamento della politica dei visti alle norme comunitarie.

Il Montenegro aveva già superato a giugno 2024 i requisiti intermedi stabiliti per i capitoli su potere giudiziario e diritti fondamentali, e su giustizia, libertà e sicurezza. Tuttavia, questo progresso non equivale alla chiusura definitiva di entrambe le materie, la cui valutazione continua a essere condizionata all'applicazione effettiva delle riforme.

La Commissione Europea esamina inoltre la capacità amministrativa del paese di eseguire la legislazione comunitaria, gestire fondi europei e garantire il rispetto degli obblighi economici e di bilancio che assumerà quando si unirà all'Unione.

Dalla chiusura dei negoziati all'adesione effettiva

Una volta concluse le conversazioni sui capitoli pendenti, il Montenegro e gli Stati membri dovranno raggiungere un accordo globale sulle condizioni di incorporazione, che saranno raccolte in un Trattato di Adesione. Il documento stabilirà gli obblighi del nuovo partner, le possibili disposizioni transitorie e gli aggiustamenti istituzionali e finanziari derivanti dall'allargamento.

Il Consiglio dell'UE ha costituito nell'aprile del 2026 un gruppo di lavoro specifico per preparare questo trattato, mentre la Commissione Europea ha presentato a giugno una proposta sulle conseguenze di bilancio della futura incorporazione del Montenegro. Entrambe le iniziative permettono di avanzare nei preparativi giuridici ed economici prima che terminino le negoziazioni settoriali.

Tuttavia, la firma del trattato non basterà neanche per formalizzare l'ingresso. La procedura prevista nell'articolo 49 del Trattato sull'Unione Europea richiede il consenso del Parlamento Europeo, l'approvazione unanime degli Stati membri e la ratifica dell'accordo da parte di tutte le parti, secondo le rispettive procedure costituzionali.

Il calendario del 2028 che difende il Governo montenegrino costituisce, quindi, un'aspirazione politica e non una data di adesione giuridicamente garantita. Il suo rispetto dipenderà dai progressi di Podgorica, dagli accordi che raggiungeranno i Ventisette e dal tempo necessario per completare le ratifiche nazionali.

La Spagna sostiene l'adesione e rafforza le sue relazioni economiche con il Montenegro

Il Governo spagnolo ha manifestato in diverse occasioni il suo sostegno all'incorporazione del Montenegro nell'Unione Europea, una posizione che collega alla stabilità dei Balcani occidentali e al rafforzamento della presenza comunitaria nella regione. Nel luglio del 2025, il ministro degli Affari Esteri, José Manuel Albares, ha espresso esplicitamente l'obiettivo che il paese entrasse nel 2028, durante un incontro a Madrid con il vicepremier montenegrino Filip Ivanović.

Entrambi i paesi hanno firmato allora un accordo per rafforzare la cooperazione amministrativa nel processo di integrazione europea, attraverso lo scambio di esperienze e il supporto tecnico sull'applicazione della legislazione comunitaria. La Spagna ha anche aumentato la sua presenza istituzionale in Montenegro, dove ha creato nel 2025 un'antenna diplomatica a Podgorica, dipendente dalla sua Ambasciata a Belgrado.

La cooperazione bilaterale si è ampliata il passato 5 giugno 2026, quando Pedro Sánchez e Milojko Spajić hanno firmato due accordi durante il vertice tra l'UE e i Balcani occidentali. I documenti affrontano la prevenzione della doppia imposizione e dell'evasione fiscale, oltre a stabilire un quadro di cooperazione economica e finanziaria in settori come il trasporto, l'estrazione mineraria, le telecomunicazioni e la cibersicurezza.

Per le aziende spagnole, una futura adesione del Montenegro comporterebbe l'integrazione completa della sua economia nel mercato unico europeo, con norme comuni per la circolazione di merci, servizi, capitali e lavoratori. Anche se gli investimenti spagnoli nel paese sono ancora limitati, secondo il Ministero degli Affari Esteri, esistono relazioni commerciali in settori come i prodotti chimici, l'alimentazione, la ceramica e l'arredamento.

L'incorporazione avrebbe anche conseguenze per la Spagna come Stato membro, poiché il Montenegro parteciperebbe alle istituzioni comunitarie e alle decisioni sulle politiche e i bilanci europei. L'entità economica concreta dipenderà dalle condizioni che saranno concordate nel Trattato di Adesione e dalle regole finanziarie vigenti al momento dell'ingresso.

Un allargamento con conseguenze per i Balcani occidentali

Il Montenegro ha richiesto di entrare nell'UE nel 2008, due anni dopo essersi indipendentato dall'unione statale che manteneva con la Serbia, e ha ottenuto lo status di paese candidato nel dicembre 2010. Il suo processo negoziale, avviato nel 2012, si svolge in una regione dove altri Stati aspirano anch'essi a unirsi al blocco comunitario, sebbene le loro rispettive candidature presentino diversi gradi di avanzamento.

Il Governo spagnolo considera che l'integrazione dei Balcani occidentali contribuirebbe a rafforzare la sicurezza europea e la stabilità politica di una regione che mantiene importanti legami economici e istituzionali con l'Unione. Durante il vertice tenutosi in Montenegro a giugno, Pedro Sánchez ha difeso un'incorporazione graduale dei paesi candidati a determinate politiche comunitarie, sempre che soddisfino preventivamente le riforme richieste.

L'ampliamento ha acquisito, inoltre, una maggiore rilevanza geopolitica dall'invasione russa dell'Ucraina, che ha portato le istituzioni europee a rivedere le loro priorità di integrazione e sicurezza. In questo contesto, il progresso del Montenegro costituisce una prova della capacità dell'UE di completare nuovi processi di adesione dopo l'ingresso della Croazia nel 2013.

Anche se Podgorica mantiene la sua intenzione di incorporarsi nel 2028, i prossimi mesi saranno determinanti per verificare se riesce a completare gli impegni pendenti prima di dicembre. La chiusura delle negoziazioni permetterebbe di avviare l'ultima fase della procedura, ma l'ingresso del Montenegro nell'UE continuerà a dipendere dall'accordo politico e giuridico degli attuali Stati membri.