La Spagna continua a non guadagnare posizioni in libertà economica e non recupera nemmeno il muscolo d'investimento pubblico perso dopo la crisi. Il paese occupa il posto 53 su 184 economie nell'indice di Heritage elaborato per l'Istituto di Studi Economici e mantiene la investimento pubblico in infrastrutture molto lontano dai livelli del 2009, nonostante il volume straordinario di fondi europei mobilitati negli ultimi anni. La fotografia cambia nel settore privato, il cui investimento supera la media europea.
La Spagna ottiene 66,8 punti nell'Indice di Libertà Economica 2026 della Fondazione Heritage, rispetto ai 66,3 dell'anno precedente. Il miglioramento, di appena mezzo punto, non modifica la sua posizione nella classifica internazionale. Il paese continua al posto 53 su 184 economie.
Il punteggio spagnolo è 6,9 punti sopra la media mondiale, fissata a 59,9 punti. Ma il confronto risulta meno favorevole quando si prende come riferimento le economie sviluppate. Con la media della OCSE fissata a 100, la Spagna raggiunge 93,1 punti e occupa il posto 31 dei 38 paesi dell'organizzazione.
L'IEE, che analizza i risultati dell'indice nel contesto spagnolo, avverte inoltre di un'evoluzione diseguale tra i suoi diversi componenti. La salute fiscale migliora di 16,5 punti rispetto all'anno precedente, mentre la facilità d'investimento retrocede di dieci punti, il maggiore calo registrato tra gli indicatori analizzati.
L'investimento pubblico continua lontano dai livelli precedenti alla crisi
La seconda grande fotografia del rapporto appare nell'investimento pubblico. La Spagna mantiene un livello di investimento in infrastrutture molto inferiore a quello degli anni precedenti alla crisi finanziaria.
L'IEE calcola che l'investimento pubblico in infrastrutture si aggira intorno ai 13.000 milioni di euro nel 2024, circa l'1% del PIL. Nel 2007 raggiungeva quasi 28.000 milioni, equivalenti al 2,4% del PIL. L'attuale sforzo d'investimento si trova quindi intorno al 54% al di sotto di quanto registrato allora.
Il divario appare anche quando si confronta la Spagna con i suoi partner europei. Tra il 2019 e il 2024, il deficit medio d'investimento rispetto all'UE si è situato intorno ai 19.000 milioni di euro all'anno, equivalente all'1,4% del PIL. Circa la metà di quella differenza corrispondeva al settore pubblico, con circa 10.500 milioni di euro all'anno.
L'evoluzione risulta particolarmente significativa dopo il dispiegamento dei fondi europei. Secondo i dati ufficiali del Piano di Recupero, fino al 30 aprile 2026 erano state riconosciute obbligazioni per 101.619,839 milioni di euro su un credito accumulato di 123.163,302 milioni.
L'IEE segnala che l'investimento in infrastrutture ha cominciato a recuperarsi a partire dal 2023 con il supporto dei fondi europei, anche se continua chiaramente al di sotto dei livelli registrati durante il primo decennio del secolo.
Il problema non si limita alla costruzione di nuove infrastrutture. Colpisce anche la manutenzione di quelle esistenti. Tra il 2018 e il 2024, l'investimento medio annuale destinato alla manutenzione è stato di 10.500 milioni di euro, rispetto ai 12.000 milioni che l'istituto stima necessari per compensare la svalutazione dello stock. Per il periodo 2013-2022, i suoi calcoli indicano che sarebbero stati necessari più di 17.000 milioni aggiuntivi per evitare il loro deterioramento.

L'azienda privata investe sopra la media europea
La fotografia cambia quando si separa l'investimento aziendale da quello pubblico. L'investimento totale dell'economia spagnola si è attestato al 20,3% del PIL, al di sotto del 21,6% dell'Unione Europea e del 21,4% dell'Eurozona.
Ma questa cifra aggrega l'investimento pubblico e quello privato. Quando si osserva unicamente lo sforzo di investimento delle aziende, la Spagna presenta una posizione diversa: l'investimento aziendale ha raggiunto il 13,1% del PIL, rispetto al 12,5% dell'UE e al 12,2% dell'Eurozona.
Il contrasto permette di comprendere meglio il dato di investimento totale. Il settore imprenditoriale spagnolo sta investendo sopra la media comunitaria, mentre il minor peso dell'investimento pubblico contribuisce a far sì che l'insieme dell'investimento spagnolo rimanga al di sotto dei livelli europei.
Il settore privato concentra, inoltre, l'88% dello stock di capitale netto e il 89% dell'investimento in tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni, secondo i dati analizzati dall'IEE.
La differenza tra i due settori appare anche negli indicatori di produttività ed efficienza. La produttività del settore privato spagnolo è superiore del 39% a quella del settore pubblico. In termini di efficienza, la differenza raggiunge il 33,1%, la terza maggiore dell'OCSE, secondo l'istituto.
La Spagna supera l'OCSE in libertà d'impresa
Il comportamento della Spagna cambia anche quando si analizza specificamente la libertà d'impresa. In questo componente, il paese raggiunge 102,2 punti, prendendo come riferimento 100 per la media dell'OCSE. Supera anche la media dell'Unione Europea, fissata a 99,8 punti.
Il dato introduce un contrasto all'interno dello stesso indice: la Spagna si trova al di sopra delle medie di riferimento in libertà d'impresa, anche se presenta una posizione più debole in altri componenti della libertà economica.
Tra i principali ostacoli per l'attività imprenditoriale compaiono i costi energetici, l'incertezza sulla politica economica e la scarsità di manodopera. Questi tre fattori figurano tra le principali preoccupazioni imprenditoriali tra il 2024 e il 2026.
Le difficoltà nel coprire le vacanze presentano inoltre un marcato componente settoriale. I maggiori problemi si concentrano nell'edilizia, nella ristorazione, nell'agricoltura e nell'industria.
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La facilità di investire perde dieci punti
L'evoluzione dei diversi componenti dell'indice lascia due movimenti particolarmente evidenti. La salute fiscale migliora di 16,5 punti in un anno, anche se mantiene ancora un divario di 15,4 punti rispetto alle economie avanzate.
In senso contrario, la facilità di investimento perde dieci punti e si colloca 13,4 punti al di sotto di quel stesso gruppo di riferimento. L'integrità governativa completa i settori in cui l'IEE identifica maggiori differenze rispetto alle economie avanzate.
Nel complesso dell'indice, quindi, il miglioramento della Spagna è limitato: guadagna mezzo punto, ma non cambia posizione nella classifica internazionale.
Governo, corruzione e abitazione guadagnano peso tra le preoccupazioni
Il rapporto raccoglie anche l'evoluzione delle preoccupazioni imprenditoriali a partire dai dati del CIS. La fiducia mantiene un percorso positivo dal 2013, anche se ha subito dei regresso durante la pandemia e con i cambiamenti geopolitici degli ultimi anni.
Tra il 2022 e il 2026 guadagnano peso le preoccupazioni legate al Governo e ai partiti politici, la corruzione e la frode e l'abitazione. Allo stesso tempo, perdono rilevanza la disoccupazione, la crisi economica e i problemi politici generali.
Il risultato è una fotografia con due velocità. La Spagna non migliora la sua posizione relativa in libertà economica e mantiene un investimento pubblico in infrastrutture molto inferiore a quello degli anni precedenti alla crisi. Allo stesso tempo, l'investimento imprenditoriale si colloca sopra la media europea.
Il rapporto presentato dal presidente dell'IEE, Íñigo Fernández de Mesa, e dal direttore generale dell'istituto, Gregorio Izquierdo, pone così il principale contrasto dell'economia spagnola: mentre il settore privato mantiene uno sforzo di investimento superiore alla media comunitaria, il settore pubblico continua a essere lontano dal livello di investimento in infrastrutture raggiunto prima della crisi.