Un spagnolo che risiede permanentemente in Argentina, Francia, Messico o in qualsiasi altro paese può conservare la sua nazionalità spagnola e partecipare a determinate elezioni. Tuttavia, dal 2011, gli spagnoli residenti all'estero non possono votare nelle elezioni municipali solo per il fatto di essere iscritti come residenti assenti.
La limitazione è stata introdotta mediante una riforma della Legge Organica del Regime Elettorale Generale (LOREG) approvata durante il Governo di José Luis Rodríguez Zapatero. La documentazione parlamentare cifra in più di 1,4 milioni gli spagnoli iscritti nel Censimento degli Spagnoli Residenti Assenti (CERA) che sono rimasti senza diritto di voto in queste elezioni.
La modifica è stata incorporata nella Legge Organica 2/2011, del 28 gennaio. Tra le altre modifiche, ha aggiunto un comma 3 all'articolo 2 della LOREG, secondo il quale, per le elezioni municipali —inclusi cabildos, consigli insulari, Giunte Generali e il Consiglio Generale della Valle di Arán— era indispensabile figurare iscritto nel Censimento degli Spagnoli Residenti in Spagna (CER).
La conseguenza è stata che gli spagnoli iscritti nel CERA sono rimasti fuori dal censimento elettorale municipale.
La riforma è arrivata al Congresso nell'ottobre 2010
Il 16 ottobre 2010, durante il secondo mandato di Zapatero, è stata registrata al Congresso la Proposta di Legge Organica 122/000254, destinata a modificare la LOREG. L'iniziativa è stata presentata inizialmente dai gruppi Socialista, Popolare, Catalano (Convergència i Unió) e Vasco (EAJ-PNV). La trattazione parlamentare della proposta è riportata nei bollettini ufficiali delle Corti.
Successivamente, il Gruppo Popolare ha ritirato la sua firma e l'iniziativa ha continuato la sua trattazione con i gruppi Socialista, Catalano e Vasco.
Il testo registrato fissava espressamente il nuovo requisito: «Nel caso di elezioni municipali (...) è indispensabile per il suo esercizio figurare iscritto nel Censimento degli Spagnoli Residenti in Spagna». La riforma modificava anche l'articolo 75 della LOREG, relativo al voto degli spagnoli residenti all'estero, e abrogava l'articolo 190, che regolava fino ad allora la procedura di voto dei residenti assenti nelle elezioni municipali.
Pertanto, il cambiamento non consisteva semplicemente nel modificare la modalità di voto dall'estero. È stata eliminata la possibilità di partecipare alle elezioni municipali per coloro che figuravano come residenti assenti.
La Corte Costituzionale descriverebbe successivamente la modifica come una «restrizione del diritto di voto nelle elezioni municipali e ai consigli insulari degli spagnoli residenti all'estero».
Il precedente: un rapporto richiesto dal Governo di Zapatero
La riforma parlamentare ha avuto un precedente. Il 27 giugno 2008, il Consiglio dei Ministri ha deciso di richiedere al Consiglio di Stato un rapporto sulle proposte di modifica del regime elettorale generale. Lo stesso Governo giustificò allora la richiesta per il dibattito aperto su una possibile riforma del sistema elettorale.
Il Consiglio di Stato approvò il suo rapporto il 24 febbraio 2009. Un mese dopo, il Consiglio dei Ministri prese atto del documento e decise di inviarlo al Congresso. La stessa referenza ufficiale del Governo ricorda che si trattava del rapporto la cui elaborazione era stata richiesta mediante l'accordo di giugno 2008.
Il rapporto affrontava, tra le altre questioni, il voto degli spagnoli residenti all'estero e la relazione tra il suffragio nelle elezioni locali e la residenza effettiva. Il ragionamento partiva dalla speciale natura delle elezioni municipali e dal legame costituzionale tra i consiglieri e i cittadini.
Anni dopo, nel risolvere il ricorso contro la riforma del 2011, la Corte Costituzionale collocò quel rapporto «all'origine della riforma elettorale del 2011».
La sequenza, quindi, permette di distinguere i diversi passaggi: il Governo di Zapatero richiese il rapporto, il Consiglio di Stato formulò le sue considerazioni e, successivamente, le Corti approvarono la modifica della LOREG durante lo stesso Governo.
dal 2008 al 2026: la cronologia
27 giugno 2008. Il Governo di José Luis Rodríguez Zapatero richiede al Consiglio di Stato un rapporto sulle proposte di modifica del regime elettorale generale.
24 febbraio 2009. Il Consiglio di Stato approva il suo rapporto. Il Governo lo invia successivamente al Congresso.
16 ottobre 2010. Viene registrata al Congresso la Proposta di Legge Organica 122/000254, inizialmente presentata da PSOE, PP, CiU e PNV. Il PP ritirerà successivamente la sua firma.
Dicembre 2010-gennaio 2011. Congresso e Senato trattano e approvano la riforma che introduce il requisito di iscrizione nel CER per votare nelle municipali e sopprime la procedura specifica di voto municipale dei residenti assenti.
28-29 gennaio 2011. Viene sanzionata e pubblicata la Legge Organica 2/2011, che incorpora la modifica alla LOREG.
25 settembre 2014. La Corte Costituzionale emette la STC 153/2014 e avvalora la costituzionalità della riforma.
25 ottobre 2022. Sofía Puente emette l'istruzione per sviluppare la disposizione aggiuntiva ottava della Legge sulla Memoria Democratica in materia di acquisizione della nazionalità.
Settembre 2026. La Corte Suprema adotta misure cautelari sulle iscrizioni nel CERA collegate alla Legge dei Nipoti, senza sospendere l'acquisizione della nazionalità spagnola.
Novità in evidenza
Ampliamento | Approvate 600.700 nazionalità dalla legge sui nipoti e più della metà sono già registrate
2 minuti
Il cambiamento ha riguardato il voto municipale, non tutte le elezioni
La riforma non ha eliminato il diritto degli spagnoli residenti all'estero di partecipare a tutti i processi elettorali. Gli iscritti nel CERA hanno mantenuto la possibilità di votare in elezioni generali, autonome, alle Assemblee di Ceuta e Melilla e al Parlamento Europeo, nei termini stabiliti dalla legislazione elettorale.
La modifica ha riguardato specificamente le elezioni municipali e i processi elettorali locali contemplati nella riforma.
La differenza rimane nella legislazione elettorale vigente: l'articolo 2.3 della LOREG stabilisce che, per esercitare il suffragio nelle elezioni municipali, è indispensabile figurare iscritto nel Registro degli Spagnoli Residenti in Spagna.
La Corte Costituzionale ha avvalorato la riforma
La modifica è stata impugnata davanti alla Corte Costituzionale dal Governo delle Canarie, che ha messo in discussione, tra gli altri aspetti, l'esigenza di iscrizione nel CER per votare nelle elezioni municipali e ai consigli insulari.
La Corte Costituzionale ha risolto il ricorso mediante la STC 153/2014, del 25 settembre, e ha respinto l'impugnazione. La sentenza riconosce che la Legge Organica 2/2011 aveva ristretto il diritto di voto degli spagnoli residenti all'estero nelle elezioni municipali e ha avallato la decisione del legislatore di vincolare il suffragio locale alla residenza.
Il tribunale ha ritenuto che la Costituzione consente al legislatore di modulare l'esercizio del suffragio nelle elezioni locali in funzione della vicinanza, senza che il diritto riconosciuto agli spagnoli che si trovano fuori dalla Spagna per le elezioni alle Corti Generali possa estendersi automaticamente alle elezioni municipali.
La Legge sui Nipoti, ora sotto revisione della Corte Suprema
Il dibattito sul voto degli spagnoli residenti all'estero ha ora una nuova derivata con la Legge sui Nipoti. La Corte Suprema ha concordato misure cautelari riguardo all'iscrizione nel Registro Elettorale dei Residenti Assenti (CERA) di coloro che hanno ottenuto la nazionalità spagnola ai sensi della disposizione aggiuntiva ottava della Legge sulla Memoria Democratica. La misura non sospende l'acquisizione della nazionalità, ma gli effetti elettorali di quelle iscrizioni mentre si risolve il merito del procedimento.
L'origine della controversia sta nell'istruzione del 25 ottobre 2022 emessa da Sofía Puente, allora direttrice generale della Sicurezza Giuridica e della Fede Pubblica, per sviluppare la disposizione aggiuntiva ottava della Legge 20/2022. La stessa istruzione indica che stabilisce linee guida sull'esercizio e sull'ambito del diritto di opzione alla nazionalità e le norme di procedura per la sua trattazione.
La questione che si trova ora sotto revisione giudiziaria riguarda l'ambito di quei criteri e i loro effetti sulle iscrizioni nel CERA. Un'istruzione amministrativa non ha rango di legge né può modificare una legge approvata dalle Corti; la sua funzione è sviluppare e applicare la normativa all'interno del quadro che essa stabilisce. La Corte Suprema dovrà determinare se i criteri fissati nel 2022 si sono adeguati a quel quadro e quali conseguenze hanno sulle iscrizioni elettorali.
La decisione introduce così un nuovo elemento nella storia del voto degli spagnoli residenti all'estero: nel 2011, una riforma della LOREG ha escluso il CERA dalle elezioni municipali; ora, le nuove iscrizioni derivanti dalla Legge sui Nipoti sono state sottoposte a revisione giudiziaria per i loro effetti elettorali.