La Procura chiede di processare Koldo, Aldama e Pardo de Vera per un altro ramo del caso Koldo

Il Pubblico Ministero e l’Avvocatura dello Stato chiedono di portare a giudizio diversi indagati per presunta frode fiscale collegata ai contratti di mascherine e all’assunzione dell’ex compagna di Ábalos in aziende pubbliche

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La Procura e l’Avvocatura dello Stato hanno chiesto questo venerdì di mettere alla sbarra Koldo García, Víctor de Aldama e l’ex presidente di Adif Isabel Pardo de Vera, tra gli altri indagati, per un nuovo filone del caso Koldo che riunisce presunte irregolarità legate ai contratti di mascherine, al pagamento delle imposte e all’assunzione dell’ex compagna del ex ministro José Luis Ábalos in società pubbliche.

La richiesta coinvolge anche Joseba García, fratello dell’ex consigliere ministeriale, e Jessica García, ex compagna di Ábalos. Le accuse puntano a far giudicare fatti che sono rimasti fuori dal procedimento seguito dinanzi alla Corte Suprema, non incidendo direttamente l’ex ministro e spettando la sua indagine all’Audiencia Nacional.

Questo fascicolo riunisce tre questioni diverse: la presunta frode fiscale commessa da Aldama e dalle società utilizzate per incassare i guadagni derivanti dai contratti di mascherine, le aggiudicazioni oggetto di indagine che non sono state esaminate dalla Suprema Corte e le possibili irregolarità nell’assunzione di Jessica García in Ineco e Tragsatec.

La presunta frode fiscale di Aldama e i contratti di mascherine

Uno dei filoni d’indagine riguarda Víctor de Aldama e le società che avrebbe utilizzato per percepire i benefici ottenuti tramite l’intermediazione nei contratti di mascherine durante la pandemia.

La Procura e l’Avvocatura dello Stato intendono che venga giudicata la presunta frode tributaria collegata a tali operazioni, che non ha fatto parte del procedimento sviluppato dinanzi alla Corte Suprema.

La causa include anche aggiudicazioni di materiale sanitario rimaste fuori da quel giudizio per ragioni di competenza giudiziaria. Tra esse figurano i contratti oggetto d’indagine nel Governo delle Baleari, la cui revisione spetta all’Audiencia Nacional.

In questo modo, le accuse cercano che vengano esaminate le possibili responsabilità penali derivanti da operazioni che fanno parte dell’indagine relativa all’assunzione di materiale sanitario durante la pandemia, ma che non sono state risolte nel procedimento precedente.

L’assunzione dell’ex compagna di Ábalos in Ineco e Tragsatec

Un’altra parte della causa si concentra sull’assunzione di Jessica García nelle società pubbliche Ineco e Tragsatec, collegate al settore pubblico statale.

Lesu fatos relativi a quegli impieghi sono stati già esaminati dalla Corte Suprema in relazione a José Luis Ábalos e Koldo García. Tuttavia, sono rimaste in sospeso le possibili responsabilità di altre persone che avrebbero preso parte alle assunzioni.

Tra gli indagati figurano Isabel Pardo de Vera, ex presidentessa di Adif, e Joseba García, fratello di Koldo. Quest’ultimo avrebbe collaborato, secondo l’indagine, affinché Jessica García eludesse determinati controlli sul lavoro.

La richiesta delle accuse mira a far esaminare le azioni di coloro che presumibilmente hanno facilitato il loro inserimento e la loro permanenza nelle aziende pubbliche, al di fuori delle responsabilità già analizzate nella procedura della Corte Suprema.

Una nuova richiesta di giudizio nell’ambito del caso Koldo

La richiesta della Procura e dell’Avvocatura dello Stato comporta un nuovo avanzamento processuale in un’indagine che è stata divisa in diversi procedimenti giudiziari per la natura dei fatti e la condizione degli indagati.

La richiesta delle accuse non implica che sia stata ancora disposta l’apertura del dibattimento orale. Spetta all’organo giudiziario competente decidere i seguenti passaggi della procedura.

Il nuovo ramo mantiene aperte le possibili responsabilità di ex funzionari pubblici, intermediari e persone legate all’ambiente di Ábalos per fatti che non sono stati giudicati dalla Corte Suprema.